La composizione negoziata della crisi d'impresa rappresenta uno strumento fondamentale per le aziende in difficoltà economica che cercano di ristabilire il proprio equilibrio finanziario senza ricorrere a misure più drastiche come il fallimento. In questo contesto, gli accordi transattivi con le agenzie fiscali assumono un ruolo cruciale, poiché consentono alle imprese di rinegoziare il proprio debito tributario, garantendo al tempo stesso una soluzione vantaggiosa sia per l'azienda sia per l'amministrazione finanziaria.
Tali accordi offrono alle imprese la possibilità di evitare ulteriori procedimenti esecutivi, mantenendo operativa l'attività e preservando posti di lavoro. Allo stesso tempo, permettono alle agenzie fiscali di ottenere un recupero, anche se parziale, dei crediti vantati, evitando un aggravio ulteriore delle loro posizioni creditorie.
Per avanzare una proposta di accordo transattivo nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e sostenere una proposta di riduzione del debito tributario nell'ambito dei negoziati per la composizione della crisi d'impresa, è necessario presentare due documenti fondamentali.
Il primo è una relazione redatta dal revisore legale che conferma la completezza e la correttezza dei dati aziendali; il secondo è un’attestazione redatta da un professionista indipendente che certifichi la convenienza della proposta per l’amministrazione fiscale.
Essendo tali trattative di natura stragiudiziale, il perfezionamento dell’accordo è subordinato all’approvazione da parte dell’autorità amministrativa competente.
L’elemento centrale è la valutazione del professionista attestatore. Quest'ultimo non deve limitarsi a verificare genericamente il miglior vantaggio per l'insieme dei creditori, ma deve analizzare in modo specifico e dettagliato l’effettiva convenienza economica per l’amministrazione pubblica coinvolta. L’alternativa da prendere come riferimento è la liquidazione giudiziale dell’impresa.
La qualità e la solidità della relazione prodotta sono determinanti, perché vengono attentamente analizzate sia l’effettiva indipendenza del professionista sia la qualità del lavoro svolto. Questo controllo include anche: la valutazione sull’adeguatezza dei sistemi amministrativi e contabili dell’impresa, la verifica dell’accuratezza delle previsioni economiche contenute nel piano, l’analisi della coerenza delle ipotesi sottostanti e la stima del valore di realizzo dei beni aziendali, fino alla verifica dei tassi di attualizzazione utilizzati.
Qualora le valutazioni del professionista risultino manifestamente inattendibili, l’amministrazione finanziaria è tenuta a motivare in modo dettagliato le proprie contestazioni, utilizzando criteri che siano basati su parametri oggettivi pubblicamente consultabili. In ogni caso, deve essere garantito un adeguato contraddittorio con il contribuente, così da rispettare i principi di trasparenza e giusto procedimento.
Se hai in mente di avviare questa procedura per gestire la crisi, è fondamentale rivolgerti a un esperto qualificato nel campo delle crisi aziendali. Così facendo, avrai l'opportunità di esaminare con precisione tutte le opzioni disponibili e scegliere quelle più adatte alle tue esigenze e alla tua realtà aziendale.
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